Turisticamente Caserta viene identificata con l’immagine della maestosa Reggia e del suo Parco. La città in realtà ha origini e storia antichissime: prima sannitica, poi romana e longobarda, nel medioevo fu bizantina, sveva e catalana; dal 700 passò ai Borbone, che nel 1750 decisero di costruirvi la Reggia voluta per la necessità di una residenza che fosse più lontana dal mare, rispetto al Palazzo Reale di Napoli, per mettersi in salvo in caso di attacco francese dal mare; inoltre il Re Borbone coltivava da tempo il desiderio di costruirsi una residenza estiva che per bellezza, imponenza e maestosità, fosse superiore a tutte le altre europee.
Vanvitelli, che realizzò il progetto, riutilizzò il vecchio giardino degli Acquaviva per costruire il nucleo principale dell'attuale parco della Reggia, uno dei più grandi parchi urbani del mondo: lungo 2,5 km, diviso tra giardino inglese ed italiano, è pieno di fontane scenografiche (dei Delfini, di Eolo, di Cerere, della Margherita ed altre), cascate, laghi, prati e boschi. La Reggia vera e propria è una costruzione con 1200 stanze e 1790 finestre su 44.000 metri quadrati, imponente nella sua mole ed elegante nelle forme, considerata l’ultimo grande monumento del barocco italiano. Da vedere le spettacolari scale, i soffitti affrescati, le statue, la Cappella Palatina e naturalmente la Sala del Trono, imponente con i suoi 36 metri di lunghezza, riccamente affrescata e arredata, dove il re amministrava la giustizia e si tenevano i fastosi balli di corte. Una visita che consente una completa immersione nella vita di corte dei sovrani europei del 700, tra ozi e lussi da una parte e amministrazione dello stato, guerre e intrighi dall’altra.
Ma Caserta naturalmente non è solo la Reggia. Sia la città che i dintorni offrono la possibilità di interessantissime visite: basta citare Casertavecchia, borgo medievale con il duomo e il castello del 1100 ed altre emergenze architettoniche di grande rilievo; oppure i setifici di San Leucio, nel borgo (doveva chiamarsi Ferdinandopoli) voluto da Ferdinando di Borbone nell’ambito di un utopistico progetto di cittadina autonoma e, diremmo oggi, a sviluppo sostenibile.
Nei dintorni ancora da vedere Santa Maria Capua Vetere con il suo anfiteatro romano, Capua con il Museo campano, la basilica di Sant’Angelo in Formis, la Reggia di Carditello; tutti siti oggi interessati ad un progetto di itinerario turistico integrato che consenta la visita ragionata di tutte le località. Sempre nei dintorni, di rilievo anche l’oasi naturale WWF a Falciano, e naturalmente le frequentatissime località di soggiorno montane, ben attrezzate per gli sport invernali, nel Matese. La particolare posizione della città lungo l’autostrada che da Roma va a Napoli, ne consente facilmente una visita, ma Caserta, anche se con un ricettivo turistico alquanto limitato, consente anche un soggiorno, visti i facili spostamenti nelle località limitrofe per altre visite di interesse turistico: a poca distanza troviamo infatti Napoli, i Campi Flegrei, Pozzuoli, Pompei, e poi Sorrento e la costiera amalfitana. Anche un tour enogastronomico a Caserta e nei dintorni riserva piacevolissime sorprese: naturalmente pienamente inserita nella robusta e svariatissima cucina campana, la zona presenta alcune particolarità degne di nota, come i vini (Asprinio di Aversa, Falerno del Massico, e altri bianchi) famosi da secoli, i tartufi e i funghi porcini dei monti circostanti, le mele annurche, i carciofi, le “pallottole” di San Leucio (crocchette di patate) e molto altro.
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